L’edizione 2011 del Giovanni Paisiello Festival conclude il progetto biennale dell’esecuzione integrale degli otto concerti per tastiera di Paisiello, timbricamente declinati dal fortepiano accompagnato dagli strumenti originali impiegati dalla “Confraternita de’ Musici” diretta da Cosimo Prontera, in linea con una scelta interpretativa mirata alla restituzione del primigenio colore sonoro. Questo stesso ensemble strumentale sarà presente nell’allestimento dell’intermezzo a quattro voci Le finte contesse (Roma, teatro Valle carnevale 1766) con cui il Giovanni Paisiello Festival torna, dopo una pausa di due anni, ad allestire un melodramma inedito del maestro tarantino. Dopo la modenese Mascherata delle nozze di Bacco e d’Arianna con cui nella passata stagione si mirava a una rivalutazione del periodo giovanile di Paisiello, quest’anno vien messa in scena un’opera buffa, sempre nata fuor di Napoli, di estensione contenuta ma ricca di una comicità esplosiva, tutta giocata sulla gestualità intrinseca alla musica paisielliana e sulla verve attoriale dei cantanti. Le finte contesse – replicato anche con il titolo alternativo Il marchese Tulipano – conobbe una sorta di sequel nel Matrimonio inaspettato (confezionato nel 1779 per l’inaugurazione del nuovo teatro imperiale di Kamenoy Ostrov nei pressi di San Pietroburgo) che nel 2008 è stato diretto dal M° Riccardo Muti a conferma di una rinnovata attenzione per la drammaturgia comica paisielliana. Completamente inedito anche il repertorio proposto dal controtenore Filippo Mineccia con il quintetto La perla scabra che permetterà un gustoso confronto stilistico fra i contemporanei di Paisiello attivi nella produzione seria e oratoriale e che al tempo stesso saprà reinventare la fascinazione della vocalità irreale e irrimediabilmente perduta degli evirati cantori. Ad alternare il repertorio vocale operistico con quello di conio ‘popolare’ provvederà il concerto di Pino De Vittorio, grazie al quale il pubblico avrà modo di avvicinarsi a un tipo di vocalità affascinante e fedele a una prassi esecutiva estemporanea che di certo influenzò a suo tempo anche l’inventiva di Paisiello, capace in più occasioni di inserire nelle sue opere stralci di canti popolari. Una novità rispetto alle passate edizioni sarà offerta dal concerto vocale dedicato a un gruppo di cantate napoletane paisielliane, rappresentative di un gusto cameristico e di una sensibilità ‘galante’ a tutt’oggi in attesa di una riscoperta in sede discografica. Come nelle passate edizioni anche in questa troverà collocazione una giornata di studi che problematizzerà i brani di Paisiello presentati in sede concertistica, definendone il contesto produttivo e ricettivo, le committenze e, in particolare, i problemi relativi alle fonti e al lavoro di edizione. In questo caso il dibattito s’incentrerà su aspetti d’ordine melodrammaturgico soffermandosi sull’idea di ‘travestimento’: travestimento di ruoli, di voci, ma anche parodia del genere ‘serio’, gusto per la citazione, giochi di finzioni condotte sul piano dei registri stilistici. All’interno dell’incontro musicologico avrà luogo la consegna del «Premio Giovanni Paisiello Festival», come sempre destinato a chi, in anni più o meno recenti, si è adoperato per la riscoperta e la valorizzazione di Paisiello inteso come artista di respiro europeo.